palazzo barzizzaTra le vie centrali in direzione del Ticino, il Palazzo Barzizza è un edificio di origini rinascimentali. Residenza della famiglia storicamente più importante di Ozzero. Il palazzo, la cui sua prima costruzione risale al  XIV secolo e rifatto nel XVII, attualmente è ben conservato grazie alle opere di restauro recentemente eseguite.
Cenni storici: Costruzione sorta all'inizio del '400 su terreni ceduti da Gian Galeazzo Sforza ai Malabarba e da questi passati ai Barzizza.
Guiniforte Barzizza, nato nel 1406 da Gasparino e Lucrezia Alliardi, sposa Giovannina Malabarba.
Palazzo Barzizza ebbe l'onore di ospitare la Duchessa Bona di Savoia, moglie del Duca Galeazzo Maria Sforza e madre di Giovanni Galeazzo Maria.
Negli anni del 1481, Bona di Savoia viveva nel Castello di Abbiategrasso, costì relegata da Lodovico il Moro e sorvegliata a vista da Cosma Briosco.
In un rapporto al suo signore, il Briosco annota di una passeggiata a cavallo effettuata dalla Duchessa con la sua corte: Sua Signoria montò a cavallo con le sue donne e cortigiani andò a Ozzero a casa di Gaspare Ambrogio Barzizza e lì ci fermammo per un pezzo (et andesseimo ad Ozello a casa de Gaspar Ambrosio Braxigia et gli stetemo uno pezo)
Da Gaspare Ambrogio per successione i beni (che comprendevano la bettola della “Soglia”, il Mulino del Maglio e le cascine S. Maria del Bosco, Barzizza e Cantalupa) arrivano a Gerolamo del Frate nel 1640, per testamento, oggi purtroppo andato perduto .
Nel testamento si disponeva un lascito per una Messa annua, in perpetuo suffragio per sè e per la propria sposa Clara. Nella festa di S. Martino andavano poi esposti nella Cappella di famiglia, il suo ritratto e quello di Clara Casata, la consorte.
Ogni erede avrebbe dovuto chiamarsi Boniforte o Gerolamo.
Nei recenti lavori di ripristino è stato recuperato un grande camino in calda pietra serena, con fregi in bassorilievo portanti sul frontone gli stemmi delle casate, proprio i nomi di Clara e Gerolamo e la data di costruzione: 1596. Sulle spalle laterali i volti dei Signori rappresentati in medaglioni alla foggia degli antichi romani. Un secondo camino è affrescato con allegorie riguardanti il tempo. Moniti sul tempo e sulla necessità di trarne frutto sono ripetuti un pò dovunque come una piccola ossessione.
La generosità del Barzizza, si rivela anche in un lascito speciale a tutela dei più deboli: vedove e orfani ma, un perdonabile vezzo lo porta ad una personalizzazione un pò particolare. Perchè tutti possano riconoscerli come beneficati del Barzizza, dovranno portare delle mantelline, austere come si conviene a chi vive nel dolore, mantelline nere, nonostante tutto portate allegramente nelle giornate ventose, come tanti piccoli corvi. Il soprannome affibbiato ai locali, pare derivare proprio da lui.
Nel portico esterno sono stati recuperati parte di affreschi portanti una data successiva : 1624. La corte intiera viene fatta risalire al XVII secolo. Particolare che la dice lunga sulle caste e sui privilegi: l’ala padronale porta delle splendide colonne in granito venato di rosa. L’ala della servitù un colonnato in cotto.
Il Palazzo divenne quindi proprietà della famiglia del nobile Gerolamo del Frate, morto il 28/04/1729 lasciandolo in eredità alla moglie Donna Maria Rezzonico. Il Conte Alessandro Rezzonico Della Torre, a sua volta, lasciò il palazzo e i beni di Ozzero in eredità alla Causa Pia Istituto dei Sordomuti Poveri di Campagna. La proprietà passa quindi al Comune di Ozzero che aliena il bene : divenuto di nuovo proprietà di privati, della famiglia Migliavacca, nel 1989 viene ceduto all'attuale proprietà.
Nel portico dell'ala padronale viene installato un forno per la panificazione. Opere murarie, calore e nerofumo hanno notevolmente danneggiato gli affreschi esterni. Un autocarro che transita nella via principale, già provinciale e solo di recente saggiamente portata sotto l'autorità comunale, strappa un balcone dalla facciata esterna.
Ma oggi la costruzione, nonostante gli attacchi subiti, mostra ancora tracce dell'antica bellezza ed è tuttora sotto il vincolo delle Belle Arti.
Note
Di proprietà privata, visibile solo dall'esterno.
Note storico artistiche
Periodo storico/artistico tardogotico rinascimento; cinquecento
 
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